giovedì 19 gennaio 2012

Avete mai sentito parlare degli Scec?

Giovedì sera sono passata al Beba do Samba, a San Lorenzo, per ritirare i miei Scec cartacei.
Dato lo stupore che mi accoglie ogni volta che parlo dell'argomento con amici e conoscenti ho deciso di scrivere un post esplicativo, compito alquanto arduo!



Cosa sono gli Scec?
Il nome Scec sta per Solidarietà ChE Cammina, ed è il nome scelto per identificare dei buoni sconto con una importante particolarità: una volta emessi possono continuare a girare e ad essere utilizzati da chi li riceve, come se fossero moneta (ma no lo sono!). Il loro scopo è indirizzare gli acquisti verso la piccola distribuzione e le imprese locali, promuovendo l’economia legata al territorio.


Come funzionano?
Ci si iscrive sul sito http://www.scecservice.org/ e automaticamente si ricevono sul proprio conto online 100 scec. Questi possono essere convertiti in Scec cartacei presso alcuni commercianti: a Roma presso il Beba do Samba e la Nave dei Folli, ortofrutta all’interno del mercato di San Lorenzo.
Come si spendono?Sul sito sono riportati i commercianti che accettano scec con le relative percentuali sul totale (generalmente tra il 10 e il 30%), divisi per regioni, provincia e località. Associazioni culturali, ristoranti, artigiani, psicologi, architetti, parrucchieri: ce n’è davvero per tutte le esigenze!
Come sono nati?
Dall'idea di un'associazione napoletana (Associazione Masaniello), l'idea è stata poi copiata anche da altre città d'Italia, fino all'idea di creare un'unica "moneta" valida in tutte le città che aderiscono.

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