mercoledì 23 settembre 2009

aboliamo l'aperitivo..?

Con tutti i problemi che ha l'Italia in questo momento su cosa vogliamo focalizzarci? Cosa utilizzare come capro espiatorio?
Massi', il capo di tutti i mali, l'insano e diabolico APERITIVO!
Come riporta il Corriere della sera:
Milano processa l'happy hour
«Sconti per chi beve analcolici»
Proposta dell'assessore alla Salute Lan­di di Chiavenna. Rivolta dei locali: non siamo noi il male della città


MILANO - Assessore, è una tem­pesta nel bicchiere ma forse il bicchie­re è sbagliato... Perfino i vertici di ca­tegoria dei commercianti avvezzi a to­ni moderati, sbottano e accusano il Comune di far perennemente passa­re i gestori dei locali per «untori, cau­sa di tutti i mali di Milano». Lei con­ferma di aver pronunciato parole di critica, secondo alcuni di condanna, nei confronti del milanese, milanesis­simo, e inoltre amato, venerato, a vol­te mitizzato aperitivo? «Sì. Nel senso che servono cambiamenti. Si beve troppo e troppo presto. Le sette di se­ra... Così non va bene. Lo dico anche per i ragazzi. Dobbiamo proteggerli». Quant’è infelice l’happy hour, per l’assessore alla Salute Giampaolo Lan­di di Chiavenna. Ispiratore dei divieti anti-alcol adottati dal sindaco Morat­ti, ieri Landi di Chiavenna è entrato a un incontro con l’Unione del com­mercio per rafforzare un’alleanza e ne è uscito con gli alleati che lo guar­davano in cagnesco. Si doveva discu­tere della fase 2 di una campagna con­tro gli eccessi dell’alcol, con tanto di manifesti fuori dai locali. E fin qui, tutto bene. Se non fosse che poi, in contropiede, l’assessore è partito con­tro l’happy hour.

Lino Stoppani, a capo dell’Epam, l’associazione milanese dei pubblici esercizi, è davvero molto arrabbiato: «Una vergogna. Adesso basta! Siamo il parafulmine delle emergenze di questa città... Ma se organizziamo corsi per gli associati, se pretendia­mo che facciano più controlli a difesa degli adolescenti al bancone, se ade­riamo a tutte le manifestazioni possi­bili per contrastare gli abusi dell’al­col! Vorrei sapere: in città, per esem­pio nelle scuole, si fa sensibilizzazio­ne sui rischi del bere?». A Giorgio Santambrogio, l’ideato­re dei fashion café, «cadono le brac­cia». A Milano, dice, «ci si impasticca alla grande, si tira coca alla grandissi­ma» e niente, «sempre e soltanto al­col al bando. Che brutta moda». Da Rudy Citterio, uno dei dirigenti del­l’Epam, parte la seguente, amara ri­flessione: «Lo scopo di tutti, commer­cianti e politici, deve essere l’insegna­mento della cultura del bere. Dobbia­mo accompagnare i giovani. Non ba­stonarli, come invece succede, con di­vieti vari».


A parte il fatto che l'aperitivo si fa la sera, anzi sempre piu' l'orario si sposta verso cena (quindi ottima scusa per pagare solo il drink e cenare anche), sarebbe questa l'origine dei mali, dell'alcoolismo, delle stragi del sabato sera, del bullismo?..
Cavolo, ci pensero' bene la prossima volta che mi verra' in mente di proporre un aperitivo alle mie amiche!

4 commenti:

Anonimo ha detto...

So di una proposta di legge per punire "l'istigazione all'aperitivo", ho sentito di pene fino a 1 anno a succo di pomodoro obbligatorio.... Attenta!

DanieLa ha detto...

:D Aiuto! sto per reiterare il terribile reato!

cLaudia ha detto...

è colpa dell'aperitivo se nn c sono più le mezze stagioni!

DanieLa ha detto...

e se non c'è più rispetto per gli anziani!